La famiglia Veronesi acquista Villa Bucci: un nuovo capitolo nel panorama vinicolo italiano

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L’acquisizione di Villa Bucci da parte del gruppo Veronesi rappresenta un’importante evoluzione nel settore vitivinicolo italiano. La transazione ufficializzata segna un passaggio di testimone da una storica famiglia a una delle realtà più dinamiche nel panorama del Made in Italy. Con una ricca tradizione e molte sfide future, Villa Bucci è pronta a rispondere con una rinnovata energia e strategia.

Storia e patrimonio di Villa Bucci

Un’icona del vino marchigiano

Villa Bucci è conosciuta come una delle più prestigiose cantine delle MARCHE, famosa per il suo Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC. Situata in un contesto naturale ineguagliabile, la cantina si estende su 31 ettari di vigneti, di cui 25 dedicati al Verdicchio e 6 a varietà rosse come MONTEPULCIANO e SANGIOVESE. Questo assortimento consente di produrre annualmente circa 150.000 bottiglie, sublimando il territorio attraverso vini di alta qualità e rispettati a livello nazionale e internazionale.

Il percorso di Ampelio Bucci

Il fondatore della cantina, Ampelio Bucci, ha costruito la sua fortuna grazie a anni di esperienza e una dedizione profonda al mestiere, avendo collaborato con il noto enologo Giorgio Grai, scomparso nel 2019. Dopo aver festeggiato più di quaranta vendemmie e avendo creato un’etichetta di eccellenza, si è trovato di fronte alla scelta di cedere l’azienda, spinto dalla mancanza di eredi e dalla volontà di garantire un futuro promettente per la cantina. La sua decisione di vendere è stata motivata dal desiderio che Villa Bucci possa continuare a essere un simbolo del Made in Italy, evolvendo secondo le esigenze di modernità e innovazione.

La visione di Oniverse e Federico Veronesi

L’impegno nel mondo vitivinicolo

Con l’acquisizione di Villa Bucci, il gruppo Oniverse, presieduto da Sandro Veronesi, dimostra il suo crescente interesse nel settore del vino. Questa nuova acquisizione non è solo un’espansione geografica, ma anche una strategia per rafforzare la propria presenza in un mercato in continua evoluzione. Federico Veronesi, il nuovo amministratore delegato, ha espresso la sua determinazione a mantenere alta la qualità e l’integrità della cantina, promettendo di onorare l’eredità di Ampelio Bucci, e portare avanti la sua visione.

Innovazione e tradizione

Veronesi ha dichiarato che il gruppo intende investire seriamente nel vitivinicolo, puntando su un approccio che unisce tradizione e innovazione. L’obiettivo è non solo di mantenere le vecchie annate nella Vintage Collection, ma anche di sviluppare strategie che possano rilanciare il vino italiano sui mercati globali. La missione di Oniverse è di fare di Villa Bucci un “gioiello” del settore, capace di brillare di luce propria e attrarre una nuova clientela. Questo approccio è coerente con la loro strategia di diversificazione che include il lancio di nuove cantine e progetti.

Nuovi progetti e obiettivi futuri

Il piano di espansione del gruppo

In aggiunta all’acquisizione di Villa Bucci, il gruppo Veronesi ha recentemente ampliato la propria portata nel settore vinicolo italiano attraverso diverse iniziative, tra cui l’apertura della cantina Podere Guardia Grande in Sardegna. Fino a oggi, la strategia del gruppo ha visto l’acquisto di aziende come La Giuva in Veneto e Tenimenti Leone nel Lazio, con l’intento di risollevare il prestigio dei vini dei Castelli Romani.

Prossime sfide nel Trentodoc

L’orizzonte di Oniverse non si limita alle Marche. Il gruppo ha di recente annunciato l’intenzione di avviare un nuovo progetto in TRENTODOC, dedicato alla produzione di spumanti di alta qualità. Questa diversificazione è indicativa della loro ambizione di voler salir molto in alto nel panorama vitivinicolo italiano, e di promuovere un’industria sempre più competitiva e innovativa.

L’acquisizione di Villa Bucci da parte della famiglia Veronesi segna quindi un significativo passo avanti per il gruppo e per il settore vinicolo marchigiano, con l’intenzione di combattere per un’eccellenza sempre maggiore.

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